Una calda serata da Carlone (Roma)


In un profondo e caratteristico angolino di Trastevere, si nasconde l' "Antica Trattoria da Carlone", una trattoria travestita da ristorante, semplice, rustica e caciarona, come piace a noi romani.

Prima di addentrarci nella scoperta delle leccornie che offre, ci chiediamo chi sia ‘sto Carlone. E' forse il proprietario? Non esattamente.
La leggenda narra di un antico vinaio, Carlone, che nell'800, da Zagarolo, portava a Roma il vino da vendere nel quartiere. Questo locale, sempre in mano alla famiglia di Carlone, si trasformò da vineria in osteria nel '900 e fu venduto dai nipoti di Carlone negli anni '70 del secolo scorso all'attuale proprietario, che ci ha raccontato questa storia con orgoglio. 

La romanità si percepisce tutta intorno al locale, e si respira al suo interno, ma non tanto nell'arredamento (piuttosto anonimo), quanto nei piattoni che volano di tavolo in tavolo, ricolmi di Carbonare e Gricie (si scriverà così?!?) fumanti e nella genuinità dei camerieri.



Il locale è ben ristrutturato, ma risulta in realtà piuttosto anonimo. Un ristorante come ce ne sono tanti a Roma, con stampe dei monumenti ai muri, e apparecchiate fintamente pompose. Oltretutto i tavolini fuori sono pochi e all'interno c'erano circa 40 gradi: una sudata d'altri tempi, nonostante ci fossero dei vecchi condizionatori a parete in funzione.



Ho letto alcune recensioni (molte a dire il vero) in cui ci si lamentava del servizio, definito maleducato e poco attento: diciamolo subito, non è così. Sarà pur vero che il servizio l'altra sera è stato sufficientemente rapido e attento perché il locale era mezzo vuoto (colpa del caldo), ma i camerieri e i proprietari non ci sono sembrati affatto maleducati. Al limite "pittoreschi", come tradizione vuole a Trastevere, ma non sono stati affatto spiacevoli, anzi sono stati simpatici e servizievoli.


Ma il punto di forza di Carlone, l'avrete intuito, non è nella forma, è nella sostanza. Quindi ci siamo fatti forza e abbiamo ordinato due piattoni: una Cacio e Pepe e una Carbonara.
Annaffiati da un ottimo Syrah, giusto per aumentare la sudorazione già fuori scala.

Un appunto al menù: i primi sembrano tutti fantastici, il resto non so, peccato solo che la Gricia può essere ordinata solo in coppia: un vero peccato, dal motivo oscuro.



Passiamo al punto di forza di Carlone: la pasta.

I tonnarelli cacio e pepe sono un tripudio cremoso e saporito di abbondanza: un piattone enorme, ricco di pepe e pecorino, che si scioglie in bocca. Impossibile, nonostante la mole, lasciare anche solo un tonnarello nel piatto. La più buona cacio e pepe che io abbia mai mangiato. Unico appunto: a molti potrebbe non andar giù l'abbondanza di pepe. Io l'ho adorata.


Anche gli spaghetti alla carbonara sono un’esperienza sublime: una carbonara ricca, abbondante, cremosa e succulenta, unita all' esplosione croccante del guanciale, cotto perfettamente e non eccessivamente unto. Un’immensa nevicata di pecorino conclude l'opera. Buonissima.


Non abbiamo provato altro perché eravamo pieni e sazi. In tutto abbiamo speso circa 24 euro a testa (due primi e una bottiglia di Syrah): vista la qualità  di vino e pasta, la bontà, e l'abbondanza delle porzioni, il rapporto qualità prezzo non si discute.



In sintesi: un locale storico, in una cornice pittoresca. Una cucina semplice, romana, che fa dei primi piatti della tradizione il suo punto di forza. La Cacio e Pepe più buona che abbia mai mangiato, la più buona di Trastevere e, probabilmente di Roma. L'esperienza purtroppo è stata resa meno esaltante dal caldo soffocante, e dall'interno del locale piuttosto anonimo. Anche il fatto di non aver potuto ordinare una Gricia "singola" ci ha fatto storcere un po' il naso.
Per il resto: il conto è esattamente in linea con quanto offerto, e sicuramente torneremo per provare sta benedetta Gricia, che, a vederla sugli altri tavoli, sembrava un sogno fumante. Complimenti!

Voto finale: Super Tasty! 
🍝🍝🍝🍝🍝
Voto 5/6 





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